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E’ meglio così.. nei miei sogni pensavo che mi sarei dovuto trovare nella situazione reale per saperlo, ma ora che il destino mi ci ha posto, sono stupito del senso di sollievo che provo: è davvero meglio così. Se ne avessi avuto idea, da subito, forse lo avrei voluto anche prima. Era tutto così bello e perfetto prima che questa follia cominciasse: non avevo addosso tutto questo nero, tutto questo sudiciume che mi incrosta; non avevo idea di quello che sarebbe stato, e, riconoscendo me stesso nei miei fratelli, qualunque cosa pensassi, non immaginavo che la mia esistenza sarebbe stata niente di nemmeno paragonabile a questo. Forse se fossi stato dato a qualcun’altro avrei avuto miglior fortuna: mi illudo ancora che qualcuno dei miei fratelli sia pulito ed impeccabile, che debba ricevere poco di questo schifo e che ne sia ripulito poco dopo, che stia in un posto pulito e pieno di luce, senza tutto questo ciarpame, questo buio o questa penombra elettrica e soprattutto senza questo odore orribile; ma forse non è stato così per nessuno di noi. Forse siamo tutti destinati a questo peso ed a queste bruciature, forse siamo qui proprio per questo, per qualche colpa commessa prima di venire al mondo. Vorrei aver avuto un’esistenza più breve, come la hanno, a volte, quelle poveracce, esili e con il collo lungo, che passano di qui ogni notte, di decina in decina; certo, lui le svuota avidamente di tutto ciò che hanno dentro per poi lasciarle li per qualche tempo, abbandonate a loro stesse; ma almeno vengono lasciate in pace, ed al massimo in un paio di settimane vengono portate via, per dove non so, non lo sanno nemmeno loro, ma senza dubbio per un posto migliore di questo. Ora sono qui, pieno come sempre, ma in una posizione diversa: in bilico, e felice. In tutto questo tempo ho imparato a capire come funziona questo posto: oggi la cicciona farà la sua entrata pachidermica, imprecando come sempre e come sempre al buio; e come sempre andrà a sbattere, facendo tremare tutto. Questa volta però io non sono al sicuro: sono in bilico. Questa volta cadrò, andrò in mille pezzi, e di me resteranno solo frammenti di vetro tra fetida cenere nera e mozziconi di sigaretta oscenamente succhiati.
E’ meglio così.. nei miei sogni pensavo che mi sarei dovuto trovare nella situazione reale per saperlo, ma ora che il destino mi ci ha posto, sono stupito del senso di sollievo che provo: è davvero meglio così. Se ne avessi avuto idea, da subito, forse lo avrei voluto anche prima. Era tutto così bello e perfetto prima che questa follia cominciasse: non avevo addosso tutto questo nero, tutto questo sudiciume che mi incrosta; non avevo idea di quello che sarebbe stato, e, riconoscendo me stesso nei miei fratelli, qualunque cosa pensassi, non immaginavo che la mia esistenza sarebbe stata niente di nemmeno paragonabile a questo. Forse se fossi stato dato a qualcun’altro avrei avuto miglior fortuna: mi illudo ancora che qualcuno dei miei fratelli sia pulito ed impeccabile, che debba ricevere poco di questo schifo e che ne sia ripulito poco dopo, che stia in un posto pulito e pieno di luce, senza tutto questo ciarpame, questo buio o questa penombra elettrica e soprattutto senza questo odore orribile; ma forse non è stato così per nessuno di noi. Forse siamo tutti destinati a questo peso ed a queste bruciature, forse siamo qui proprio per questo, per qualche colpa commessa prima di venire al mondo. Vorrei aver avuto un’esistenza più breve, come la hanno, a volte, quelle poveracce, esili e con il collo lungo, che passano di qui ogni notte, di decina in decina; certo, lui le svuota avidamente di tutto ciò che hanno dentro per poi lasciarle li per qualche tempo, abbandonate a loro stesse; ma almeno vengono lasciate in pace, ed al massimo in un paio di settimane vengono portate via, per dove non so, non lo sanno nemmeno loro, ma senza dubbio per un posto migliore di questo. Ora sono qui, pieno come sempre, ma in una posizione diversa: in bilico, e felice. In tutto questo tempo ho imparato a capire come funziona questo posto: oggi la cicciona farà la sua entrata pachidermica, imprecando come sempre e come sempre al buio; e come sempre andrà a sbattere, facendo tremare tutto. Questa volta però io non sono al sicuro: sono in bilico. Questa volta cadrò, andrò in mille pezzi, e di me resteranno solo frammenti di vetro tra fetida cenere nera e mozziconi di sigaretta oscenamente succhiati.